Piaceri (Perseidi 6)

Un orgasmo è una stella esplosa

Lasciami passeggiare tra le foglie cadenti
La natura non ne può più
E io avverto il sapore stanco dell’aria.
Pure, a questo limite, volle il saggio
Pensare al vino. Un liquore forte
Si addice a queste nebbie.
Amico lontano, bevi anche tu;
che chi non conobbe il vino (facile da avere)
non conobbe il bacio (così diffcile).

In una notte estiva trasparente
Depositato in un bar alla gioia del palato
M’accorgo che il mio gelato è in rima
Colla granita di un’agile biondina,
per l’incrocio continuo di sguardi;
è così che le anime iniziano a baciarsi.

Parlare con tutto ciò che ha un nome
Sentire tutte le cose nelle vene
Questo è il segreto della sorgente.
Più in basso bevo l’acqua.

copertinaAltri versi da Le scintille delle Perseidi, uno dei miei primi componimenti, il cui libro è andato ormai esaurito.

Riporto un brano della recensione composta da Emanuela Fantini.

Poeta è chi, come il filosofo, cerca sempre: cerca il valore di una persona, cerca passione, attenzione, cerca di migliorare sempre il sentire che è qualcosa di diverso dal capire o dall’emozione istintiva che, ambedue, impediscono il sogno. Chi smette di sognare ha già incominciato a morire. Vivere è difficile, occorre prudenza, saper difendersi anche da chi ti abbraccia e sapere che un giorno tutto finirà può aiutare, aiutare a lasciarci andare come quell’acqua fresca bevuta dalla sorgente. La sorgente della Sorga, dell’Enza, del Toce che attraversa l’Ossola. È un vento felice che agita le cose, che permette di scorgere l’invisibile e ci avvolge con ampie braccia, avvolge il poeta ed Ermione.

Schiudere l’infinito – Un commeto filosofico alle Scintille delle Perseidi
Emanuela Fantini
Fermenti anno XLII N. 239

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