Musica e poesia

immagine antica di suonatore di flautoSulla musica si possono dire molte cose; ma nessuna che sostituisca l’ascolto, a meno che uno non sia esperto. Così donare le proprie sensazioni mediante la poesia può essere un modo per avvicinarne il mistero. A dire il vero, è persino difficile definirne la differenza, benché nessuno scambi la poesia con la musica. Del resto, all’inizio erano lo stessa cosa: la poesia era cantata e messa in musica. Sappiamo che esiste fin dalle epoche più remote, avendo rinvenuto nelle tombe dell’età della pietra flauti ricavati dalle ossa. Quali melodie echeggiassero nelle grotte dipinte che fecero dire a Picasso che non abbiamo inventato niente, non lo possiamo sapere. Possiamo però sentire il peso della storia in noi, in questa eredità che ci portiamo appresso, e credo che sia una fortuna, una delle maggiori. Per questo potrà forse interessare il perché ne senta il fascino. Non è detto, infatti che non lo si possa condividere.

barna alla chitarra

Con la mia chitarra

La musica può essere ascoltata o suonata. E’ comunque veramente una benedizione; almeno, per me lo è stata. Mi comprai il primo strumento musicale a tredici anni: una chitarra classica; con i soldi della paghetta (risparmiai per un anno e mezzo), per metà, per l’altra metà del prezzo mi soccorse economicamente mio zio Giosuè.

Mio padre si tenne da parte, come si può dedurre da quanto detto, dicendo con risa che la fissa della musica mi sarebbe passata presto. Come si sbagliava! Giorno dopo giorno mi attaccai allo strumento, finendo persino ad imparare a leggere la musica quasi da solo. Ricordo quello che mi disse il M° Margaria a un’audizione: “Imparare da soli è come voler andare sulla Luna”. È che non avevo scelta. Perché non avevo soldi.

Più tardi, molto più tardi, col lavoro, guadagnai abbastanza per comprarmi un pianoforte verticale. Ma questa è un’altra storia.

barna al pianoforte

Musica forte, colta, classica

Infatti, la musica ha di specifico che è più goduta se suonata, tuttavia quali tesori all’ascolto. Ho cercato di indicare queste sensazioni nella poesia. Molte mie poesie sono infatti dedicate alla musica. Converrebbe forse citarne qualcuna. Ma priverei il lettore della scoperta e del godimento. Più avanti, si potrà fare magari, con un commento.

Molti i pensieri sulla musica, pure, pur bastando a se stessa, può adornare la parola. Così, la mia parola ha cercato di adornare la musica.

Un hobby per il tempo libero? Molto di più, perché la musica è la scienza dell’ascolto, ciò di cui abbiamo estremo bisogno, distratti come siamo dal rumore, cioè dall’opposto della musica, rumore che ci entra in casa, invadendoci entra nella testa, vuol fare esplodere o implodere. La violenza è attorno a noi, e possiamo resisterle solo con l’ascolto. Imparare ad ascoltare è anche avvertire la presenza dell’altro, che può suonare o parlare. Spesso tra noi ci sono chiacchiere, molto, troppo, leggere. E il tempo ride della nostra assurdità, perché lo sprechiamo per niente. Non riposo né occupazione; ma vuoto. Per questo necessito di una musica forte, colta, classica.

 

 

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