Memento (Perseidi 5)

Non stupirti se chi soffre prega
E chi sta bene non se ne cura.
Dio si avvicina agli affranti.

Tra dare e avere c’è una scintilla
Il distacco ti può allontanare da ambedue
Ma ricordati che ogni risveglio scava nell’eternità.

Ai fiori piace vestirsi bene
Gli uomini piuttosto sprofondano:
attraverso il cinismo degli stracci.
Si vede sempre l’orgoglio che diceva Platone a Diogene
Il fiore è umile per questo muore subito.
Sì, l’umiltà è sempre dignitosa;
ricorda le parole di Maometto al mendicante:
“Se chiedi senza dignità Dio ti punisce”

copertinaAltri versi da Le scintille delle Perseidi, uno dei miei primi componimenti, il cui libro è andato ormai esaurito.

Riporto un brano della recensione composta da Emanuela Fantini.

La cura è ancora una volta la difesa dei diritti dell’uomoe della sua dignità.
Il punto di equilibrio ora raggiunto dal poeta è un rapporto nuovo con la natura, giocoso, quasi carducciano con le foglie e con il vino. Sono momenti intensi che solo la maturità è in grado di assaporare. Sentirsi un tutt’uno con le cose è un po’ illuminarsi d’immenso, come direbbe Ungaretti; è bere acqua fresca dalla sorgente, penetrare la complessità delle cose vuol dire sapere interpretare una poesia. La curiosità, il si dice heidegerriano, comandano purtroppo il mondo e possono renderci inutili, vittime dell’arroganza, lascito della massificazione forzata, della omologazione totale.

Schiudere l’infinito – Un commeto filosofico alle Scintille delle Perseidi
Emanuela Fantini
Fermenti anno XLII N. 239

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