Lituania ’16

Estate 2016.
Ero in Lituania, dove in dieci giorni ho partecipato a due congressi, ognuno di tre giorni. Perché? È una lunga storia; ma forse può interessare. Tanti anni fa, nel 1992, mi fu offerta la possibilità di insegnare all’università di Kaunas (VTU) e accettai; prima della caduta nella malattia che mi rovinò la carriera. Il paese, di recente indipendenza, che aveva ottenuto con la caduta dell’URSS, era pieno di entusiasmo, ma sembrava passato sotto un rullo compressore, e fu proprio così, sotto il rullo compressore del totalitarismo, e le tracce si vedevano: c’erano ancora i soldati russi d’occupazione, i rubli come moneta, ecc. ecc., insomma tempi duri. Tornato in Italia e ammalatomi, tuttavia ho sempre mantenuto i rapporti. Ma il tempo ama fare anche passi da gigante, a volte. E così oggi la Lituania è membro dell’UE, della NATO, e ha adottato come moneta l’euro: se vi capitano in mano delle monete con un cavaliere stilizzato che cavalca verso occidente, ebbene, sono lituane. Perché sono andato lì? Cosa mi ha dato questo Paese? Perché ne ho imparato la lingua? Perché continuo ad interessarmene? Cos’ha a che vedere tutto questo con la ricerca della poesia? E la musica, a cui resto molto affezionato, come sa chi mi legge, cos’ha a che fare con tutto questo? Molte domande, forse troppe, certo importanti: per la mia vita e quindi per l’eventuale lettore delle mie opere. Da dove incominciare?

Leggi i post:

  1. Il paesaggio
  2. La lingua
  3. La mentalità e un po’ di storia recente

Spero d’aver dato qualche motivo di interesse. Per me, queste cose fanno parte non solo del mio vissuto, ma anche dell’attualità, come si diceva all’esordio. Se poi interessasse ulteriormente, sarei felice di riprendere il discorso, perché la vita di un uomo è anche ciò che si porta sulle spalle, sia di peso che di sogni, comunque entrambi vissuti.

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